BORAGO OFFICINALIS : (Famiglia Boraginaceae)

Nome Volgare : boraggine, borraggine, borrana. Dove si trova : pianta annuale il suo habitat preferito è nei terreni coltivati, dalla pianura a circa 900 metri s.l.m. (spesso infestante). Epoca di raccolta : da fine autunno a inizio estate. Parti usate : foglie, fiori e germogli. Conosciuta per i suoi bellissimi fiori, il nome deriva dal latino “borra” (tessuto di lana ruvida), la parola celtica “Borrach” significa proprio “Coraggio”. Questa aggiunta al vino, veniva usata anche dai Celti per dare coraggio ai guerrieri per affrontare i loro nemici in battaglia. Gli antichi Greci la usavano invece per curare il mal di testa da sbornie di vino. Era usata anche tradizionalmente per decorare le case per i matrimoni. Il nome gallese per la borragine è “Ilawenlys” che significa “erba della contentezza”. Plinio consiglia, “un decotto di borragine allontana la tristezza e da gioia di vivere”. Ricca di minerali essenziali, quali calcio e potassio, quindi ottimi purificatori del sangue e tonici, diuretica, fa aumentare il latte materno alle madri che allattano. I fiori per i loro bel coloro azzurro, sono usati anche per decorare e colorare piatti per colorare l’aceto bianco. I piccoli fiori congelati in blocchetti di ghiaccio servono per decorare bevande estive, aperitivi ecc. In cucina : La borragine è un erbo dal sapore simile al cetriolo, le foglie fresche e i fiori sono usati anche per insaporire le insalate, o per sostituire i cetrioli. Le foglie lessate possono essere usate in molti modi, come per ripieno a ravioli, frullate, ridotte a poltiglia per fare pasta tipo tagliatelle, nei minestroni di verdure, nelle zuppe, nelle torte salate, frittate. Ottime le foglie grandi, passate nella pastella e fritte come la salvia. Ottima anche la crema di boraggine.
ARCTIUM LAPPA (Famiglia Asteraceae)

Nome volgare : bardana Dove si trova : nei prati aridi e incolti, lungo le strade, nei boschi asciutti e zone disboscate. Epoca di Raccolta : le foglie fresche in primavera, successivamente il fusto. Prati usate : foglie, radici, rizoma, semi e frutti Il nome Arctium come tanti altri, fu introdotto da Linneo, ma sicuramente l’origine è più antica. Arctium in greco vuol dire orso, mentre il nome Lappa, dovrebbe derivare dal greco : labein (attaccarsi), riferendosi sempre al fatto che il frutto si attacca ai vestiti e ai peli degli animali. Il nome della specie potrebbe derivare anche dal celtico : Ilap che in questa lingua vuol dire mano. Infatti il fiore, come una mano si attacca a qualunque cosagli passi vicino. La bardana ha molte proprietà officiali, principalmente per ciò che riguarda il sangue. Ha infatti un elevato potere purificatore, prevenendo artrite, febbre, infezioni, foruncoli, ed inoltre rafforza il sangue con il suo elevato contenuto di ferro. Si usa anche il succo per curare forme leggere di avvelenamento e il prurito causato dalle punture degli insetti. Erba antinfiammatoria, antibatterica, diuretica, ipoglicemmizzante, depurativa, disinfettante; ha foglie amare e radici dolci e mucillaginose. La pianta risulta conosciuta fin dall’antichità. Si hanno notizie antica data della sua coltivazione come ortaggio e pianta medicinale. In cucina : La radice di bardana è un piatto nutriente e sano, che si può cucinare in altri modi, Le foglie sono consumate crude e cotte, i gambi sono ottimi da soli conditi o in insalata con altre verdure e piante selvatiche. Il gambo fiorale, infine, si può lessare oppure friggere. Possono essere mangiati anche i gambi crudi in insalata (ma prima vanno privati della corteccia esterna e comunque devono essere prelevati da una pianta giovane).
AMARANTHUS RETRFLEXUS (Famiglia: Amaranthaceae)

AMARANTHUS RETRFLEXUS
ALLIARIA PETIOLATA (Famiglia : Brassicaceae)

Nome Volgare: Alliaria, Erba Aglina Dove si trova: molto comune, cresce ai margini dei boschi, lungo le siepi e i muri, dalla pianura alla media montagna, fiorisce da aprile a giugno. In tutta Italia non in Sardegna da 0 a 1.700 m. Epoca di raccolta: da febbraio a giugno. Foglie: cuoriformi Fiori: sepali verdi e 4 petali bianchi. Parti usate: foglie e fiori. Nel medioevo si usava nella carne salmistrata (per coprire l’odore sgradevole dopo qualche settimana di conservazione senza frigorifero). Il nome generico trae origini dall’odore e dal sapore di aglio della pianta e quello specifico dal lungo picciolo delle sue foglie. L’allaria petiolata è l’unica crucifera che emani un inconfondibile forte odore di aglio. Tutte le altre piante che odorano allo stesso modo, come ad esempio porri, cipolle, e l’aglio stesso, fanno parte della famiglia delle liliacee, genere allium. I nomi scientifici di tutti i due generi derivano dal termine latino che significa aglio. Il caratteristico odore viene emenato da tutte le parti della pianta, radici comprese, e passa anche al latte delle mucche che ne mangiano. Nel XVI era consigliata per accompagnare il pesce di mare. In cucina: Le sue foglie finemente tagliuzzate possono essere utilizzate al posto dell’aglio, gradevoli anche a chi non sopporta l’aglio. Ottima nella frittata, dopo cottura, saltata in padella o come ripieno a focaccine o torto salate. I fiori vengono utilizzati nei misti di insalate e cicorie, e con varie carni, ottimi anche in padella e nelle farciture di arrosti. I semi contengono un olio che viene utilizzato per dare sapore a vari piatti, come quello di senape. Se ne ottiene anche una salsa ottima da servire con l’agnello arrosto, oppure può essere usata nell’insalata.
BALSAMITA MAJOR (Famiglia: Asteracee)

Nome Volgare : Balsamita, Erba di Santa Maria, Erba di S. Pietro, Erba della Bibbia Dove si trova: In Italia è coltivata e di rado rinselvatichita presso gli orti, cresce in boscaglie umide, greto dei fiumi, luoghi incolti. Epoca di raccolta: primavera, fino all’inizio della fioritura. Parti usate: foglie. La specie è originaria dell’Asia occidentale, in seguito si è diffusa nel bacino del Mediterraneo ed in un secondo momento in tutta Europa. Il nome generico (Tanacetum), derivato dal latino medioevale “tanazita” che a sua volta deriva dal greco “athanasia” (=immortale, di lunga durata) probabilmente sta a indicare la lunga durata dell’infiorescenza di questa pianta; in altri testi si fa riferimento alla credenza che le bevande fatte con le foglie di questa pianta conferissero vita eterna. Anticamente i suoi fiori venivano utilizzati anche come segnalibro nelle bibbie (da questo deriva il suo nome comune Erba della Bibbia). Coltivazione: difficile la riproduzione per seme, perchè spesso sono sterili e con scarsa capacità germinativa. Decisamente più facile è la moltiplicazione mediante divisione dei cespi, in autunno o primavera. Si può coltivare in terra piena o grandi vasi. Le foglie vengono in genere raccolte prima della fioritura. Sono utilizzate fresche, o possono essere congelate ed usate in un secondo tempo, inoltre si utilizzano per profumare la biancheria e per allontanare da essa gli insetti. A causa della difficoltà di riproduzione da seme, questa erba sta scomparendo non solo dal nostro territorio, ma anche da tutta Italia. Fino a qualche decennio fa, tutte le case coloniche avevano l’erba di Santa Maria, ed era tradizione, nella Vigilia di Pasqua, consumarla nella frittata. In cucina: (usare con moderazione per il gusto amaro). Le sue foglie vengono usate per salse, ripieni, frittate, selvaggina, soprattutto volatili, torte di verdura, cui dona un sapore simile a quello della menta, ma tende all’amaro. Le foglie lessate possono essere usate anche per ravioli. Ottime le foglie per farne frittate, nella dose di mezza foglia tritata fine ogni due uova.