CHENOPODIUM BONUS-HENRICUS (Famiglia Chenopodiacee).

Nome volgare : spinacio di monte, guamaldo.

Dove si trova : questa pianta cresce nella zona alpina in terreni azotati e sciolti, ad un’ altitudine normalmente sopra i 1000 metri, facilmente individuabile laddove c’è anche l’ortica, segno del passaggio dell’uomo con animali (pecore, mucche e capre) che hanno stazionato e concimato.

Epoca di raccolta : dalla primavera fino ad agosto.

Parti usate : foglie, fusti e giovani germogli.

Il genere chenopodium deve il suo nome alla tipica forma a “piede d’oca” delle foglie (dal greco Khen che significa oca o podium piede). L’Enrico (bonus henricus) del nome di questa pianta non risulta essere un personaggio della storia, probabilmente risale al nome di qualche gnomo leggendario, ma Enrico era conosciuto anche come Dio della casa, forse riferendosi alla crescita di questo “Erbo” intorno alle case. Si potrebbe riferire anche alla leggenda del “povero Enrico” che, affetto di lebbra, sarebbe stato guarito da questa pianta, come potrebbe anche essere stata dedicata a Enrico IV di Navarra, protettore dei botanici, e molto ghiotto di questo “Erbo“. Esiste una quindicina di diverse specie di questa pianta, e tra queste, il Chenopodium bonus-henricus è l’unica ad essere perenne e la sola ad avere foglie ondulate e sagittate. Un modo per essere sicuri del riconoscimento, basta toccare la parte inferiore delle foglie che, al tatto, sembrano coperte di sabbia fine, per l’alto contenuto di ferro, altri sali minerali e vitamine. E’ un buon ricostituente, antianemico, lassativo r depurativo, per il suo contenuto di acido ossalico, è sconsigliata l’abuso per i sofferenti di calcoli, artrite e reumatismi. E’ una pianta conosciuta sin dall’Antichità (era largamente coltivata dagli inglesi fino al XVIII secolo) e apprezzata per il suo valore nutritivo, spesso raccolta e lessata e consumata in varie forme. Anticamente considerato un alimento povero, è oggi una spezia molto ricercata e pertanto è spesso oggetto di raccolte indiscriminate. Si cucina come una comune verdura, lessa o soffritta in padella. Si preferiscono i germogli o le cime immature delle giovani piante.

In cucina : E’ pianta molto conosciuta in cucina, per il gusto simile agli spinaci che li sostituisce in tutto, oltre ad avere anche una vena di gusto diversa. Si raccolgono le foglie e i germogli giovani e si consumano lessati e conditi o ripassati in padella con burro, una spolverata di parmigiano, o qualche pezzetto di lardo o pancetta. Sono più saporiti e da molti più apprezzati degli spinaci; l’acqua di cottura può essere usata come brodo vegetale per preparare risotti o zuppe. I fusti teneri e carnosi possono essere cucinati come gli asparagi. Ottimo nelle zuppe, ravioli e contorni, agnolotti e risotti.

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