CIRSIUM ARVENSE (Famiglia Asteraceae)

Nome volgare : Stoppione, cardo campestre.

Dove si trova : lungo i margini delle strade, negli incolti, nei terreni rocciosi e nei greti dei fiumi.

Epoca di raccolta : da marzo a giugno.

Parti usate : foglie, ricettacoli fiorali.

Il nome del genere deriva dal greco Kirsos = varice, pianta che guarisc le varici. Infatti anticamente si pensava che le sue radici fossero efficaci per la cura di questi disturbi, mentre il nome delle specie “arvensis” dal latino : significa che vive nei campi. Il nome specifico deriva dal personaggio greco di Elena : il mito racconta che questi fiori sarebbero nati dalla lacrime di Elena quando venne rapita. L’altro nome specifico usato frequentemente (heterophyllum = hetero (diverso) + phyllum (foglia)) deriva dal fatto che a volte sulla stessa pianta si trovano foglie a forma diversa (indivise e divise). Le radici del Cirsium arvense hanno proprietà digestive, lenitive, depurative, diuretiche e lassative. Stimolano la digestione lenta, eliminano la formazione di gas nell’intestino, sono disintossicanti del fegato ed eliminano le manifestazioni cutanee pruriginose. La radice veniva masticata per trattare il mal di denti, per stimolare la digestione ed eliminare i gas intestinale; è anche una buona pianta mellifera. Dei cardi selvatici si possono utilizzare i germogli (fusti) quando sono ancora giovani, le foglie e le radici, che vanno consumati sia cotti che crudi in varie maniere.

In cucina : le sue giovani foglie vengono usate in cucina, ancora tenere, miscelate ad altre erbe, lessate e saltate in padella con olio e aglio. Sia le foglie tenere, che i ricettacoli fiorali sono buonissimi anche crudi, perchè hanno gusto dolce e salato contemporaneamente, che richiamano il sapore del carciofo. I germogli, che si raccolgono all’inizio della primavera, questi vengono utilizzati per e frittate, dopo breve lessatura, le radici bel nettate possono essere utilizzate per le zuppe.

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