Nome Volgare : Radicchio selvatico, radicchio di campo
Dove si trova : lungo le strade, nei campi incolti, lungo i fiumi.
Epoca di Raccolta : da Dicembre a Giugno.
Parti usate : foglie e radici.
Il nome cichorium deriva dal greco “Kichora” e “Intybus” dal latino (invidia).
Usata sin dall’antichità nelle pratiche magiche si riteneva che la sua radice fosse in grado di rendere invisibili. Per almeno tre secoli, in tutta Europa le foglie di questa pianta sono state considerate pregiate come verdura e foraggio. L’uso della cicoria come surrogato del caffè, fu introdotto dal botanico e medico padovano Prospero Alpini nel 1600 circa; aveva allora scopo terapeutico. Solo in seguito nel1690 circa, la cicoria venne coltivata come succedaneo del caffè e dagli olandesi ( da qui il nome di caffè olandese). Il caffè ottenuto dalle radici di questa cicoria è noto anche come “caffè di Prussia” e deve il suo nome a Federico il Grande, fondatore della potenza militare prussiana, che nel secolo XVIII ne fece grande produzione. Esisteva un uso terapeutico risalente agli antichi egizi, che citavano già 4000 anni fa nel “Papiro d Erbes”. Il medico greco Galeno la considerava “amica del fegato e non contraria allo stomaco”. Già in epoca romana veniva coltivata come verdura. Estimatore di quest’ erba era il poeta latino Orazio che pare la consumasse. Il botanico tedesco Conrad di Megenberg, vissuto nel XIV secolo, chiamò la cicoria “sponsa solis”, sposa del Sole, e nella tradizione popolare di tutta la Germania, era nota come erba del Sole o del solstizio. La leggenda vuole che raccogliere la cicoria, senza sradicarla, ma con una moneta d’oro nelle mani, nel giorno dei Santi Pietro e Paolo, il 29 di giugno, assicuri la corresponsione amorosa. Nel linguaggio dei fiori rappresenta la frugalità e la temperanza. Di tutte le erbe spontanee dei nostri campi, la cicoria può vantare diversi primati : in primo luogo è quella che più ha contribuito al sostentamento dei nostri avi in ogni epoca; pane e cicoria ripassata era uno dei pasti più diffusi e tipici. In secondo luogo, è l’erba che più di tutte è rimasta impressa nella memoria sociale del popolo romano. Le foglie sono state utilizzate come un vero e proprio alimento – medicina per aiutare la digestione e depurare il sangue, tant’è che l’acqua della lessatura è talvolta bevuta a scopo terapeutico per pulire lo stomaco e rinfrescare l’intestino.
In cucina : Le foglie fresche crude in insalata condite con olio, sale e limone o aceto, o cotte e consumate sia sole che insieme ad altri erbi, in minestre o minestroni e zuppe di verdure. Le foglie basali giovani sono ottime fritte con pastella. Ottime cotte, ripassate in padella con aglio e olio come per altre erbe amare, con o senza l’aggiunta di peperoncino.



