Nome volgare : farinaccio, farinello, spinacio selvatico.
Dove si trova : pianta infestante, la troviamo ovunque, incolti, terreni coltivati, lungo le strade, negli orti, lungo fiumi e torrenti.
Epoca di raccolta : da marzo a settembre.
Parti usate : foglie e apici.
Il nome del genere ha il significato di “piedi d’oca”, con vago riferimento alla forma romboidale delle foglie, mentre album fa riferimento alla sostanza bianca presente sulla pagina inferiore delle foglie. Ogni pianta produce decine di migliaia di semi neri, questi sono ricchi di proteine, vitamina A, calcio, fosforo e potassio. Resti di questa pianta sono stati trovati in villaggi neolitici di tutta Europa. I suoi semi facevano anche parte dell’ultimo pasto rituale che era stato somministrato all’uomo di Tollund, cioè l’uomo preistorico il cui cadavere, perfettamente conservato, era stato ritrovato (incluso il contenuto dello stomaco) in uno stagno in Danimarca, nel 1950. Più o meno l’intera pianta è buona e gustosa : gli indiani nordamericani ne mangiavano i semi maturi, mangiandoli nel cibo. Si possono anche usare nell’impasto per fare il pane. Le foglie sono molto buone in insalata, aggiungendo anche i semi della pianta stessa.
In cucina : I nuovi germogli si possono sempre raccogliere, anche dalla cima di una pianta matura. L’unico che può risultare un pò indigesto e quindi non si presta a essere cucinato è il gambo. Le parti tenere possono essere lessate (meglio cotte a vapore per pochi minuti) e poi insaporite in padella con olio, aglio e peperoncino, o in altro modo costituire la base per preparare ottimi risotti, minestre di verdure, zuppe e ripieno di torte e ravioli. Le foglie sono molto buone in insalata, aggiungendovi anche i semi della pianta stessa.



