Nome Volgare : pizzacorvo, campanula.
Dove si trova : nei boschi, nelle siepi, di solito i terreni fertili, ma anche lungo le strade e muriccioli fino a circa 1500 m. sl.m.
Epoca di raccolta : da febbraio a giugno.
Parti usate : i cimi e le foglie.
Dal greco trachelos : trachea per la somiglianza del fiore ad una gola. Nel medioevo e in certe zone arretrate anche fino al secolo scorso, coloro che si ammalavano si affidavano alla cosiddetta “dottrina dei segni”, in base al quale, se una pianta assomigliava a una parte del corpo umano, era così creduto che fosse stata creata per essere usata a guarire quella parte del corpo. Campanula è il termine antico di derivazione volgare poi utilizzato dal botanico belga di Dodoeus (15017 – 1585), usato allo stesso modo in quasi tutte le altre lingue e poi confermato da Linneo. L’epiteto della specie è riferito alle foglie molte larghe. Il fiore di questa campanula si diceva che somigliasse a una gola, e le sue radici spezzettate erano usate come collutorio, per dare sollievo a tonsilliti e a gole infiammate.
Curiosità : per il suo bel portamento viene anche utilizzata per scopi ornamentali. Nella credenza popolare le campanule sono legate, per la loro forma, alle campane che suonano a morto. Nella mitologia le campanelle erano abitate dalle fate maligne perciò il prato dove vegetano è legato a incantesimi e malie.
In cucina : I germogli e le foglie sono usati per verdure cotte e mischiate ad altre erbe per diversi piatti, saltate in padella con burro e olio oppure per frittate, minestre di verdure, minestroni ecc.

